Coordinate

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Con questo articolo vi diciamo dove siamo stati nei giorni scorsi.

Abbiamo soggiornato qui: NaturHotel La Cort Hotel a conduzione familiare. Albergo con panorama sulla valle Gardena, bellissima la veranda che domina il paesaggio e dove si mangia. Nel hotel c’è una rilassante e grande spa. L’idromassaggio, le saune, le docce speciali ti rimettono al mondo dopo una giornata tra le montagne. Camere molto grandi e cucina fantastica e mai banale completano il tutto. Ma, inoltre, ci ha colpito la passione e la professionalità della famiglia che lo gestisce. Maria, la figlia, Martin, il padre e Karin la mamma, insieme a tutto lo staff dell’albergo formano un’ottima squadra. Sempre pronti a dare consigli su quali posti visitare, cosa fare in valle a Ortisei. Vogliono farti capire la cultura ladina  dei valligiani. In fondo una vacanza è, soprattutto, mescolanza di vita. Bravi. Continuate così.

Ad Ortisei per l’aperitivo pomeridiano siamo andati qui: Bar Soviso. Bar al centro di Ortisei, musica dal vivo e uccellini che partecipano attivamente agli aperitivi aspettando che qualcosa cada dai tavoli.

Dove abbiamo mangiato a pranzo lo trovate disseminato nei vari articoli della vacanza. Non li pubblichiamo.

Spesso ci siamo mossi coi mezzi pubblici. L’abbonamento settimanale lo ha fornito l’albergo. Ogni tanto, visto il flusso turistico di passeggeri, i bus sono in ritardo, aspettate e non fatevi prendere dall’ansia cittadina degli orari.

I parcheggi nella valle sono quasi tutti a pagamento. Le tariffe variano da parcheggio a parcheggio e, anche, dall’orario.

Se volete potete fare un abbonamento di tre giorni o sei giorni  per usufruire delle funivie del comprensorio. Noi non lo abbiamo fatto. In alcune escursioni siamo saliti e scesi a piedi.

Passate sempre all’ufficio informazioni dei paesi, se vi sfugge il bollettino dell’albergo, per poter sapere le attività, molte, della valle. Qui il sito se volete organizzarvi prima.

Ecco, queste sono le coordinate per muoversi almeno un po’ nella valle. Speriamo che le “coordinate” siano utili.

Vìves!

Vallunga, una tranquilla passeggiata.

L’amico giallo, che si è imbucato con noi in vacanza, ci ha confezionato questa passeggiata defaticante in Vallunga. Passeggiata per tutta la famiglia se fate il percorso facile, dalla Vallunga partono sentieri molto impegnativi per il parco Puez-Odle. Ah se conoscete la ferrata Sandro Pertinivi comunico che è stata smantellata e il passaggio è chiuso. Così recita un cartello all’entrata del parco.

Appena dentro potete vedere la cappella di San Silvestro (la potete vedere in foto, piccola sullo sfondo). Tipica costruzione tirolese, tetto spiovente con tegole in legno, altare col Santo e piccole panche per sedersi.
Quello che ci ha colpito di questa valle, oltre all’imponente paesaggio naturalistico, è stato il silenzio, anche se oggi era giorno di esercitazione per il gruppo di Carabinieri Alpini e l’elicottero faceva la spola dalla base al campo di addestramento. Pero’ il frastuono delle pale non è durato molto e nella valle sono tornati a riecheggiare i campanacci delle mucche al pascolo.

 

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Che verde! Che montagne! Che spettacolo. Abbiamo camminato per circa due ore immersi in questo verde.

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Il nostro giallo amico ha voluto delle foto artistiche questa volta! (si fa per dire).

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Lungo il sentiero, sulla sinistra al limitar di alcuni alberi, incontriamo una croce con una foto. Mi avvicino e leggo che commemora una giovane ragazza che aveva troppo amore per la montagna. Un pensiero a lei prima di riprendere la marcia.

Il sentiero si addentra sempre di più, un laghetto sulla sinistra ci saluta, passiamo una staccionata e arriviamo alla fine della nostra camminata odierna.

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Questo masso ci dice che se vogliamo continuare ci sarà da salire per altre due ore per la forcella per poi virare verso passo Gardena, il tutto su un sentiero che cammina sulle creste dei monti che noi vediamo da qui sotto la valle. Rimaniamo un po’ in questo angolo incantato, salutiamo qualche mucca in alpeggio, ci ristoriamo alla fontanella vicino ad un crocifisso, qualche foto e si torna da dove eravamo partiti.

thumb_IMG_3952_1024(Particolare della fontanella trovata al plan della Vallunga)

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(Centro Addestramento Carabinieri Alpini. Targa commemorativa).

Tornati all’entrata siamo andati alla baita Ciampac . Prima di arrivare siamo passati accanto alla caserma dei Carabinieri e scopro che lì vi soggiornò il Presidente Pertini.
Ah quanto mancano queste figure di peso politico.

 

Oggi è l’ultimo giorno di vacanza e pertanto ci siamo dedicati ai pensierini/ricordo per i nostri nipotini. Niente spa dell’albergo. Non ne avevamo il tempo.

La vacanza dell’intruso è finita. Non voleva tornare con noi, ma siamo riusciti a metterlo in auto. Mentre leggete queste righe siamo in viaggio verso la Capitale, purtroppo il ritmo metropolitano prenderà il sopravvento e i luoghi che abbiamo visitato li porteremo con noi per affrontare con nuova grinta il tempo che ci aspetta per la prossima vacanza estiva.

 

 

P.s.: farò un articolo per darvi tutte le coordinate dove siamo stati.

 

Dopo la neve, il sole!

Dopo la neve, il sole! Oggi nemmeno una nuvola era in cielo. Limpido, azzurro. Al mattino ancora un po’ freddo, ma poi l’aria si è intiepidita.

Questa notte il nostro amico ha studiato un percorso. Ci ha detto di andare sull’altopiano delle Alpe di Siusi passando per il sentiero che porta a Bulla e poi via verso i prati verdi frequentatissimi dalle mucche di alpeggio.

Il sentiero inizia subito in salita. Una salita non impegnativa, costeggia il torrente che da monte scorre verso il Rio Gardena. Arrivati in cima, dopo circa un’ora e quaranta di cammino, la vista si apre al panorama.

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Durante la notte e la mattina la neve è rimasta aggrappata alle montagne. Ora è sparita e si è trasformata in dolce acqua per i prati e fiori e animali.

Siamo arrivati alla baita Sanon per un pranzo leggero e poi a prender il sole. Ci siamo, ovviamente, arrostiti mentre dormivamo sulle sdraio offerte dalla baita. Anche il nostro amico ha approfittato del sole su una panca.

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Dopo aver riposato abbiamo ripreso la marcia per il ritorno a casa. Foto ricordo di questa impresa del nostro amico le potete vedere qui sotto.

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Al ritorno abbiamo intrapreso il sentiero dei mulini. Sono due. Crediamo ancora funzionanti per i turisti. Oggi non erano in funzione.
Arrivati alla fermata del bus, ormai euforici della camminata e per non attendere circa 40 minuti, abbiamo deciso di andare a piedi in albergo. Ultimo strappo, tipo Gran Premio di Montagna di ciclistica memoria, prima del  meritato bagno defaticante nella spa.

Domani è l’ultimo giorno di montagna chissà cosa ci organizzerà il nostro amichetto giallo.

E alla fine la neve arrivò.

Questa notte il nostro amichetto giallo non ha dormito. Aveva letto scrupolosamente siti di previsioni meteo e ci ha detto che in quota doveva arrivare la neve di agosto. Noi, ovviamente, non gli abbiamo dato tanto peso e ci siamo addormentati con la pioggia battente. Lui è rimasto in finestra.
La mattina, alle luci dell’alba, ci chiama. Era eccitatissimo. Ci svegliamo e andiamo subito in finestra e… la neve era scesa durante la notte sui monti attorno all’albergo. Spettacolo!

Abbiamo atteso la colazione, e poi subito in auto per raggiungere la stazione dei bus di Ortisei. Da lì poi in bus per Passo Gardena.
Mentre salivamo per i tornanti della strada, il paesaggio da verde diventava bianco. C’era come una linea immaginaria che delimitava il manto bianco. Ah la natura è sempre sorprendente.

Scesi dal bus, dopo un caffè al bar del passo dolomitico, ci siamo incamminati verso la chiesetta di San Maurizio costruita dagli alpini. Quanta neve attorno a noi!

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Ecco la prima foto che lo ritrae sulla panchina affianco la chiesa. Dietro di lui potete ammirare il Sassolungo. A dir la verità così pare un pandoro morsicato in più punti con una spolverata di zucchero a velo. Noi cittadini non siamo abituati a questi scenari. Ritorniamo bambini appena vediamo un manto bianco. Infatti è scattata la solita battaglia di palle di neve.

Continuiamo a salire per un po’, il sentiero ricoperto di neve risultava pericoloso da affrontare, per fare un po’ di foto panoramiche. Eccole qui.

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Si trova proprio a suo agio sul manto bianco. Noi un po’ goffi, a mo’ di pinguini, camminavamo sulla neve. Che bello vedere la Dama Bianca a fine agosto. Che regalo inaspettato.

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Giornata memorabile. Stanchezza tanta e freddo atipico per la fine di agosto.
Lui dopo la passeggiata si è rintanato nella mia tasca dei pantaloni, aveva freddo. Una volta sul bus, sulla via del ritorno, ci ha chiesto di metterlo dentro lo zaino perché voleva dormire. Tra un po’ si sveglierà e troverà la meta di domani.

Merano e dintorni.

Il nostro amico, dopo aver passato una notte insonne a vedere il film la Principessa Sissi, ci ha suggerito di andare a Merano, scelta quasi obbligata per via del maltempo.
Ci siamo messi in viaggio, lui era tutto contento perché a Merano c’è la statua della Principessa, che si recava spesso in quella città.

Arrivati, ci siamo subito diretti nel centro. Cittadina carina, ricca di portici e di negozi. I nomi delle strade ricordano i luoghi antichi della città (piazza del grano, ponte della posta…).
Andiamo alla ricerca della statua della Principessa. Dopo qualche consulto sulla cartina per individuare il luogo, siamo arrivati davanti alla statua. Lui ha voluto una foto ricordo. Si è messo letteralmente ai suoi piedi.

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Cercatelo bene nell’immagine. Se lo trovate lasciate un commento.
Continuiamo la passeggiata per le strade e lungo il fiume. D’inverno i lungo fiume diventano i luoghi dove si svolgono i famosi mercatini di Natale. Ci siamo detti di tornare per vederli e per assaporare il sano freddo oggi, invece, era molto caldo, umido e pioveva. Ah questo mal di clima.

Su un ponte sul fiume è scattata la foto ricordo.

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Eccolo fischiettare contento. Siamo andati a pranzo qui . Pranzo ottimo. Prezzi onesti. Consigliamo di pranzare qui se vi trovate a Merano.
Nel dopo pranzo è continuata la passeggiata. Ma la stanchezza dei giorni passati si è fatta sentire e alle tre del pomeriggio viriamo verso l’albergo.

Stravolto dalla giornata cittadina sono crollato nel letto per una profondo sonno pomeridiano. Lui lo faceva dal dopo pranzo.

Sassi più o meno lunghi.

Giornata meno faticosa rispetto a ieri. Il nostro suggeritore ci ha confezionato un itinerario molto bello.

Dopo la classica colazione, ci siamo diretti per il Passo Sella. Stavolta siamo andati in autobus, ma da metà strada per ottimizzare i tempi del ritorno, dato che c’era molta probabilità di pioggia nel pomeriggio. Scesi dal bus abbiamo iniziato il cammino sotto il Sassolungo sul sentiero Naturonda nella città dei sassi. Qui su tronco  ha voluto la foto.

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Come potete notare le nuvole erano molto basse. Continuiamo sul sentiero in direzione della nostra prima tappa: il rifugio Comici. Rifugio molto bello, famoso per i suoi bagni. Ristorati dalla sosta abbiamo ripreso il cammino verso la Baita Ciadinat. Lì è previsto il pranzo. Prima di arrivare foto panoramiche.

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Dietro di lui potete vedere il complesso del Sella. Certo le nuvole non fanno vedere la bellezza della natura. Da qualche parte ho letto che le montagne sono la firma di Dio. Beh, vedendo il Sella, devo dar ragione a chi lo ha scritto.

Pranzato in baita a 2000 metri, siamo discesi velocemente per via della pioggia. Un temporale ci ha sorpreso mentre mangiavamo. Tutti muniti di giacche impermeabili, copri zaino, abbiamo iniziato la passeggiata fino al parcheggio dove avevamo lasciato la macchina. Durante la discesa, il temporale si faceva sentire, tuoni e lampi ci facevano compagnia. Ad un tratto un fulmine colpisce il pilone della seggiovia, sento proprio il rumore tipo di frustrata sopra di me. Per fortuna eravamo a pochi metri dalla stazione della cabinovia e ci siamo riparati dalla pioggia sotto una tettoia. Abbiamo atteso che passasse decidendo se continuare col bus o a piedi. Ci siamo consultati un po’ e poi si è deciso di continuare a piedi. Arrivati sani e salvi, ma soprattutto asciutti, alla macchina siamo subito saliti per tornare in albergo.

Il nostro amico non si è accorto del temporale. Stava tranquillo e asciutto in tasca dello zaino.
Domani è prevista pioggia. Chissà cosa ci preparerà.

 

Tra verdi boschi sotto la montagna.

Quest’oggi abbiamo esagerato. Ci sentivamo in forma, le gambe andavano da sole. I suggerimenti della notte, studiati per noi, hanno appagato la nostra voglia di montagna. Oggi, finalmente, abbiamo percorso un sentiero molto lungo, tra andata e ritorno ci siamo sparati 15 km, meraviglioso sotto l’aspetto naturistico.
Siamo partiti in direzione monte Pana. Una volta arrivati al parcheggio delle auto ci siamo incamminati lungo il cammino n 30. Il segna via diceva che avremmo raggiunto la meta in circa un’ora e quaranta minuti.
Partiamo e dopo poco è arrivato il momento foto.

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Come potete vedere si trovava a suo agio tra i boschi profumati di pino cembro. Si è camminato molto, oggi. All’andata il cronometro si è fermato a 2h e 20 minuti per 7km e 700 metri percorsi con un dislivello di 567m. Ci siamo diretti alla baita delle Marmotte sotto il Sassopiatto. Prima di arrivare, però, siamo stati rapiti dalla bellezza del panorama delle Alpi di Siusi col suo altopiano frequentatissimo dalle mucche in alpeggio. Mucche intente, ovvio, a brucare e a bere e a produrre del buonissimo latte.

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Rapiti dalla bellezza, come davanti a un quadro, ho immortalato il momento di euforia del nostro amico. Come potete vedere è un meraviglioso panorama.

Arrivati alla Baita, in posizione stupenda sotto il Sassopiatto, abbiamo preso posto ad un tavolo fuori. E’ molto piccola ma bellissima.
Ordinato da mangiare, questa volta ha voluto gradire anche lui i wurstel e le patate saltate del mio piatto.

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Il rutto del compagno di pranzo è stato segno di gradimento. Subito dopo aver pagato ci siamo rimessi in cammino per il ritorno. Nuvole cariche di pioggia e qualche tuono ci hanno fatto accelerare i tempi del rientro.
Abbiamo percorso la strada dell’andata, questa volta ci abbiamo messo un po’ di meno 1h e 51 minuti.

Ci siamo fiondati in auto per arrivare presto in albergo e usufruire dell’idromassaggio in santa pace, così è stato. Lui non ama molto gli ambienti umidi, è rimasto in camera a dormire tutto il giorno. Era esausto. Anche noi lo siamo. A domani.

Ah vi metto una foto di un pezzo del sentiero.

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