Val d’Anna

Sta per chiudersi questa giornata. Abbastanza lunga. Oggi ci siamo svegliati un po’ tardi rispetto la tabella di marcia che c’eravamo imposti. Eravamo tutti ancora in fase di recupero energie. I dolori muscolari poi ci hanno fatto compagnia tutto il giorno ad ogni passo. La discesa di ieri è stata devastante. A fine vacanza farò un articolo con le foto che mi hanno colpito, così vi farò vedere un tratto della discesa che abbiamo fatto il primo giorno.

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Stamattina dopo aver fatto colazione e aver atteso l’autobus per ben mezz’ora, uno era in ritardo e pieno e non si è fermato, il successivo era dopo una ventina di minuti ma effettuava un altro giro passando per le vie di un frazione e rischiando gli specchietti, siamo arrivati a Ortisei. Su suggerimento del nostro amico abbiamo deciso di andare in Val d’Anna. Ci ha assicurato che ci saremmo riposati dal tappone di ieri, inoltre ci ha detto che è anche un percorso romantico per via di alcune cascate.

Ci siamo incamminati verso questa valle e subito ci chiede una foto.

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Eccolo qui, immortalato sul ponte sul torrente. Ci addentriamo per la valle per questo  cammino defaticante. Camminiamo sulla sinistra del torrente. Percorso per famiglie con al seguito passeggini, figli, cani, nonni. Insomma una strada tranquilla. Lungo il fiume incontriamo amache e panchine e giochi per bambini. Alla destra del ruscello c’è un parco avventura molto interessante. Chissà se riuscirò a convincere Lei? Ma riprendiamo il racconto. Arriviamo subito al cafè di Val d’Anna. Quindi abbiamo deciso di inerpicarci sul sentiero. In mezzo ai prati, sotto ai masi, abbiamo visto tre caprioli intenti a brucare l’erba. La merenda è durata poco, si sono rintanati nel bosco perché impauriti da un cane. Peccato non aver fatto in tempo a scattare una foto. Ovviamente lui era molto euforico, ci ha detto di continuare perché aveva letto che più in là avremmo trovato le cascate.

Sapete lui la notte, mentre noi dormiamo, legge la guida del posto, controlla la cartina IGM per poi suggerirci il percorso il giorno successivo. E’ proprio in gamba.

Continuiamo a camminare, svoltiamo e cominciamo a scendere il sentiero. In realtà notiamo che d’inverno si tramuta in pista da sci. La discesa si fa sentire, le gambe sono a pezzi. Ma arriviamo alla prima cascata. Chiedo se vuole una foto ma mi dice che la vuole a quella successiva.
Riprendiamo i passi e poco dopo arriviamo alla seconda cascata. Qui vuole immortalare il momento.

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Eccolo nella sua meravigliosa sfrontatezza. Guardate che coraggio che ha!
Rimetto dentro lo zaino il telefono, il cappello. Lui mi chiede se può riposarsi e farsi trasportare. Lo accontento. Nel lento incedere dei miei passi sento russare dal mio zaino. E’ lui che dorme beato. Approfittiamo del suo pesante sonno per pranzare e poi tornare indietro. Siamo arrivati in albergo che lui ancora dormiva. Nel silenzio più assoluto, ci siamo infilati i costumi e siamo andati in piscina.
Ancora dorme. Chissà se riuscirà a preparare il percorso di domani?

 

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