Col Raiser sulle nuvole.

La notte ha portato consiglio. Lui ha deciso dove andare. Ci siamo avventurati al Col Raiser arrivando in cima al Seceda.
Dopo la classica colazione nutriente, ci siamo diretti al parcheggio della funivia con l’auto. Oggi abbiamo inquinato un po’ anche se la macchina è mezza elettrica e il conteggio della Co2 emessa dovrebbe andare a pari con l’utilizzo del motore elettrico.
Arrivati sul posto, posteggiata tra le strisce bianche (ma sempre richiesto un prezzo per il parcheggio 3,50€), indossato lo zaino abbiamo preso la funivia. Lui era eccitatissimo, era la prima volta per lui in funivia, e ha voluto farsi una foto.

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Eccolo tutto euforico. Qualche turista tedesco nella cabina lo ha riconosciuto e lui, per timidezza, è subito rientrato nella tasca. Secondo me aveva paura.
Arriviamo al punto di partenza per la nostra passeggiata, l’altimetro segna 2107 m di altitudine. Giriamo un po’ per trovare il giusto sentiero per andare sulla cresta del Seceda. Giriamo le spalle e ci si presenta un panorama mozzafiato. Lui ha iniziato a fare casino dentro la tasca e ha voluto farsi una foto.

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Ho dovuto sacrificare la foto panoramica altrimenti si sarebbe confuso con l’erba. Iniziamo la salita. Tempo totale per il giretto, tra salita sulla cresta, discesa alla baita scelta per il pranzo, è di 2h e 2 minuti per un totale di 6 km e 330 m con un dislivello di 363m. Arrivati sulla cresta il panorama ci rapisce. Pareva di stare sul tetto della vallata. Da una parte si vedeva il Sassolungo e il Sassopiatto, il complesso del monte Sella. Dalla parte opposta, Plan de Corones colla Valle Aurina sullo sfondo.
Anche qui c’è stato il momento foto.

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Eccolo in versione scalatore. Arrivato sulla cresta, 2450 m di altezza,  è stato anche lui rapito dall’emozione del panorama. Dopo un po’ mi chiede di metterlo nella tasca perché non riusciva più a rimanere lì e a muoversi. Secondo me soffre di vertigini, ma non lo vuole ammettere.

Scendiamo per andare a pranzo e ci fermiamo, come lo scorso anno, alla baita Daniel (qui il sito). Solita birra Weiss per integrare i sali persi durante la camminata. Pranzo a base di polenta e salsicce alla griglia, dolce della casa a base di panna cotta al fieno e frutti di bosco, grappe digestive.
Finite le grappe comincia la discesa per il parcheggio dove ci sta aspettando l’auto. Una discesa dolce, non come quella del primo giorno. Qualche tratto era ancora zuppo di fango per via della pioggia della notte. Qualcuno è scivolato inzaccherandosi. Chissà chi sarà stato?

Arrivati alla macchina, riponiamo tutto nel bagagliaio, torniamo in albergo e ci siamo diretti per un’oretta all’idromassaggio. Ci vuole dopo una fatica così. Ovviamente lui, come di consueto, ha dormito. Tra un po’ si sveglierà e sceglierà il percorso di domani.

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