Orti e dintorni

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Come vi avevo accennato a fine settembre, mi sono imbarcato nell’avventura dell’orto in affitto. Sono riuscito a coinvolgere mio fratello, con la sua famiglia, in modo da ridurre gli sprechi e condividere la spesa dell’affitto.

Da inizio ottobre due volte a settimana mi reco “in campagna”  per la raccolta. Il vecchio contadino, ma è un ragazzo, usa i social, una lista whatsapp e la sua pagina facebook,  per avvertire gli ortolani della raccolta. Oltre a prendere gli ortaggi c’è un piccolo mercatino di vendita di prodotti locali, miele e formaggio e ricotta e uova e vino, che fanno da cornice alle file numerate degli orti.

Insomma da circa un mesetto abbiamo raccolto e mangiato le insalate, la cicoria, la bieta, quando sono presenti prendiamo le uova. Oggi abbiamo preso un barattolo di miele. Insomma la scelta è stata giusta. Si mangia bene, i prodotti molto buoni e rigorosamente bio. Ancora dobbiamo raccogliere i cavoli, i broccoli e i finocchi, le carote. Dalla prossima settimana il contadino pianterà insalata iceberg, cipolle, cicoria, bieta per continuare la raccolta per la stagione. Le spese di insalate e altri ortaggi che di solito acquistavamo al supermercato si sono di fatto annullate.

L’avventura continua e iniziamo a prendere contatto anche con la comunità di ortolani che ha abbracciato il progetto di questo ragazzo. Vi terrò informati una volta al mese.

Villa Pamphilj

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Dopo il turno mattutino e altri impegni, nel pomeriggio mi sono concesso una passeggiata rigenerante, defaticante,  a Villa Pamphilj.

Chi abita questo quartiere, Monteverde, sa che Villa, cosi la chiamiamo amichevolmente, può considerarlo il proprio giardino. Un’estensione verde della comunità. Un’oasi all’interno della capitale. Entri e subito sei immerso nella natura e come per magia i rumori urbani di motori e clacson e traffico spariscono, si fanno più soffusi.
Entrando, oggi, subito mi si parano davanti due suore come a dovermi ricordare che in fin dei conti, nella Città Eterna, dobbiamo avere a che fare con la religione.

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Le lascio passare, le sento parlare a bassa voce quasi a non voler disturbare, e continuo la camminata tra i viali e le fontane e gli alberi della storica villa. Qui, durante la difesa della repubblica romana nel 1849, fu teatro dei uno dei più cruenti ed aspri scontri tra le truppe francesi che occuparono palazzo Corsini, a via della Lungara, e le truppe garibaldine che tentarono di riconquistarlo. Se entrate dalla parte di Porta San Pancrazio, potete vedere ancora le palle di cannone incastonate tra i muri. Qui durante un assalto fu ferito a morte Goffredo Mameli. Certo la villa era diversa da come la conosciamo oggi, era un tutt’uno con la campagna romana che dalle mura aureliane si estendeva fuori la città. Insomma sono luoghi importanti. Ogni anfratto di questa città è ricco di storia.
Mi addentro verso il laghetto e tra i cigni e papere e germani reali la mascotte della villa, una volpe chiamata Giglio, si trova a suo agio e guarda sorniona gli esseri umani. Sul perimetro del lago artificiale è un via vai continuo di animali, tartarughe acquatiche abbandonate da qualcuno che hanno trovato il loro habitat proprio qui. Ahimè noto anche che una colonia di topi passeggia tranquilla tra i pezzi di pane e scarti di cibo che la gente porta per i pennuti. Con il loro fare ansioso cercano di raccogliere e mangiare più cibo possibile. Ci vorrebbe una bella colonia felina per cercare di controllare il loro proliferarsi.

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Prendo il viale a sinistra del laghetto e inizio una leggera salita che mi porta verso i “campi polo“, chiamati così perché in questo pezzo pianeggiante molto grande pakistani ed indiani giocano a cricket. Forse qualcuno ha sbagliato a chiamarli campi polo, chissà. Forse fa parte di quelle leggende metropolitane, tipo i coccodrilli nelle fogne.

Prima di arrivare ai “campi polo” sulla destra posso notare lo skyline del quartiere col tipico campanile della parrocchia Madonna de la Salette che si staglia alto tra i palazzi.
Continuo, do uno sguardo al Casino Algardi e al suo bellissimo giardino. Costeggio  la recinzione dei giardini e torno verso l’inizio della villa.
A farmi compagnia durante tutta la camminata il canto dei pappagalli che hanno preso possesso di alberi e anfratti. Con la calura estiva, se vi capita di venire a villa, pare di essere in una foresta tropicale dal chiasso che fanno questi pennuti dai colori sgargianti.
Termino da dove sono entrato andando a bere alla fontanella che da molto tempo fa sgorgare l’acqua. Ora hanno installato un rubinetto a pulsante, prima c’era una testa della lupa capitolina che buttava acqua dalla bocca e dal naso, se con le mani si faceva da tappo.

Oggi è stato un tuffo nella natura urbana, un ritorno al passato, alle domeniche pomeriggio trascorse in bici o col pallone, con colonna sonora la trasmissione radio “Tutto il calcio minuto per minuto” . Ora la radio è stata sostituita dall’ipod o smartphone, tutti chini, me compreso, a controllare notifiche e varie amenità tecnologiche distraendoci dalla natura che continua a modificare il paesaggio della villa.

Nuova avventura.

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Qualche giorno fa ci imbattiamo su un video su Facebook. Un ragazzo spiegava un’idea semplicissima, ma molto valida. Lui mette a disposizione un’orto. In affitto. Lui lo coltiva, lo cura, tu raccogli (questo lo slogan con tanto di hashtag che non guasta mai: #iocoltivoturaccogli ).

Sabato scorso siamo andati all’evento “porte aperte” per sentire in prima persona il progetto, come funziona, conoscere “il vecchio contadino” , così si fa chiamare. Oltre alla spiegazione c’era una tavola con un piccolo aperitivo, bevande e miele e formaggi. Il miele ed il formaggio buonissimi, una ricotta spettacolare. Insomma dopo questi piccoli assaggi, sentito la spiegazione del progetto, abbiamo preso una zucca, tagliata direttamente dalla pianta, un po’ di ricotta e un pezzo di formaggio. Ci siamo lasciati con l’impegno di risentirci per fargli sapere se accettavamo di partecipare a questa avventura. Dopo qualche consulto in famiglia, ci siamo decisi. Abbracciamo il progetto di questo ragazzo. Insomma proviamoci e vediamo come va. Certo l’orto invernale ha tante incognite (grandine, mal tempo, gelo), non è come quello estivo che è più colorato, ma visto che sono un’idealista mi è subito piaciuta questa idea dell’orto in affitto.

Ne potevo fare uno io? Si tempo fa lo feci. Ma ho visto che richiede molto tempo da dedicare ed io ne ho poco. Però non chiudo la porta definitivamente, anzi, studierò, ruberò con gli occhi tutti gli accorgimenti che questo “vecchio contadino”  fa nel campo.
Chissà se poi, un giorno non lontano, può diventare un lavoro vero e proprio?

Vi aggiornerò per farvi sapere come sta andando.

Vi lascio il link della pagina facebook dove potete vedere questa idea. La pagina serve anche ai partecipanti per verificare la crescita delle piante se non si ha tempo, o voglia, di passare al campo. Qui il link 

Coordinate

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Con questo articolo vi diciamo dove siamo stati nei giorni scorsi.

Abbiamo soggiornato qui: NaturHotel La Cort Hotel a conduzione familiare. Albergo con panorama sulla valle Gardena, bellissima la veranda che domina il paesaggio e dove si mangia. Nel hotel c’è una rilassante e grande spa. L’idromassaggio, le saune, le docce speciali ti rimettono al mondo dopo una giornata tra le montagne. Camere molto grandi e cucina fantastica e mai banale completano il tutto. Ma, inoltre, ci ha colpito la passione e la professionalità della famiglia che lo gestisce. Maria, la figlia, Martin, il padre e Karin la mamma, insieme a tutto lo staff dell’albergo formano un’ottima squadra. Sempre pronti a dare consigli su quali posti visitare, cosa fare in valle a Ortisei. Vogliono farti capire la cultura ladina  dei valligiani. In fondo una vacanza è, soprattutto, mescolanza di vita. Bravi. Continuate così.

Ad Ortisei per l’aperitivo pomeridiano siamo andati qui: Bar Soviso. Bar al centro di Ortisei, musica dal vivo e uccellini che partecipano attivamente agli aperitivi aspettando che qualcosa cada dai tavoli.

Dove abbiamo mangiato a pranzo lo trovate disseminato nei vari articoli della vacanza. Non li pubblichiamo.

Spesso ci siamo mossi coi mezzi pubblici. L’abbonamento settimanale lo ha fornito l’albergo. Ogni tanto, visto il flusso turistico di passeggeri, i bus sono in ritardo, aspettate e non fatevi prendere dall’ansia cittadina degli orari.

I parcheggi nella valle sono quasi tutti a pagamento. Le tariffe variano da parcheggio a parcheggio e, anche, dall’orario.

Se volete potete fare un abbonamento di tre giorni o sei giorni  per usufruire delle funivie del comprensorio. Noi non lo abbiamo fatto. In alcune escursioni siamo saliti e scesi a piedi.

Passate sempre all’ufficio informazioni dei paesi, se vi sfugge il bollettino dell’albergo, per poter sapere le attività, molte, della valle. Qui il sito se volete organizzarvi prima.

Ecco, queste sono le coordinate per muoversi almeno un po’ nella valle. Speriamo che le “coordinate” siano utili.

Vìves!

Vallunga, una tranquilla passeggiata.

L’amico giallo, che si è imbucato con noi in vacanza, ci ha confezionato questa passeggiata defaticante in Vallunga. Passeggiata per tutta la famiglia se fate il percorso facile, dalla Vallunga partono sentieri molto impegnativi per il parco Puez-Odle. Ah se conoscete la ferrata Sandro Pertinivi comunico che è stata smantellata e il passaggio è chiuso. Così recita un cartello all’entrata del parco.

Appena dentro potete vedere la cappella di San Silvestro (la potete vedere in foto, piccola sullo sfondo). Tipica costruzione tirolese, tetto spiovente con tegole in legno, altare col Santo e piccole panche per sedersi.
Quello che ci ha colpito di questa valle, oltre all’imponente paesaggio naturalistico, è stato il silenzio, anche se oggi era giorno di esercitazione per il gruppo di Carabinieri Alpini e l’elicottero faceva la spola dalla base al campo di addestramento. Pero’ il frastuono delle pale non è durato molto e nella valle sono tornati a riecheggiare i campanacci delle mucche al pascolo.

 

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Che verde! Che montagne! Che spettacolo. Abbiamo camminato per circa due ore immersi in questo verde.

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Il nostro giallo amico ha voluto delle foto artistiche questa volta! (si fa per dire).

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Lungo il sentiero, sulla sinistra al limitar di alcuni alberi, incontriamo una croce con una foto. Mi avvicino e leggo che commemora una giovane ragazza che aveva troppo amore per la montagna. Un pensiero a lei prima di riprendere la marcia.

Il sentiero si addentra sempre di più, un laghetto sulla sinistra ci saluta, passiamo una staccionata e arriviamo alla fine della nostra camminata odierna.

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Questo masso ci dice che se vogliamo continuare ci sarà da salire per altre due ore per la forcella per poi virare verso passo Gardena, il tutto su un sentiero che cammina sulle creste dei monti che noi vediamo da qui sotto la valle. Rimaniamo un po’ in questo angolo incantato, salutiamo qualche mucca in alpeggio, ci ristoriamo alla fontanella vicino ad un crocifisso, qualche foto e si torna da dove eravamo partiti.

thumb_IMG_3952_1024(Particolare della fontanella trovata al plan della Vallunga)

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(Centro Addestramento Carabinieri Alpini. Targa commemorativa).

Tornati all’entrata siamo andati alla baita Ciampac . Prima di arrivare siamo passati accanto alla caserma dei Carabinieri e scopro che lì vi soggiornò il Presidente Pertini.
Ah quanto mancano queste figure di peso politico.

 

Oggi è l’ultimo giorno di vacanza e pertanto ci siamo dedicati ai pensierini/ricordo per i nostri nipotini. Niente spa dell’albergo. Non ne avevamo il tempo.

La vacanza dell’intruso è finita. Non voleva tornare con noi, ma siamo riusciti a metterlo in auto. Mentre leggete queste righe siamo in viaggio verso la Capitale, purtroppo il ritmo metropolitano prenderà il sopravvento e i luoghi che abbiamo visitato li porteremo con noi per affrontare con nuova grinta il tempo che ci aspetta per la prossima vacanza estiva.

 

 

P.s.: farò un articolo per darvi tutte le coordinate dove siamo stati.

 

Dopo la neve, il sole!

Dopo la neve, il sole! Oggi nemmeno una nuvola era in cielo. Limpido, azzurro. Al mattino ancora un po’ freddo, ma poi l’aria si è intiepidita.

Questa notte il nostro amico ha studiato un percorso. Ci ha detto di andare sull’altopiano delle Alpe di Siusi passando per il sentiero che porta a Bulla e poi via verso i prati verdi frequentatissimi dalle mucche di alpeggio.

Il sentiero inizia subito in salita. Una salita non impegnativa, costeggia il torrente che da monte scorre verso il Rio Gardena. Arrivati in cima, dopo circa un’ora e quaranta di cammino, la vista si apre al panorama.

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Durante la notte e la mattina la neve è rimasta aggrappata alle montagne. Ora è sparita e si è trasformata in dolce acqua per i prati e fiori e animali.

Siamo arrivati alla baita Sanon per un pranzo leggero e poi a prender il sole. Ci siamo, ovviamente, arrostiti mentre dormivamo sulle sdraio offerte dalla baita. Anche il nostro amico ha approfittato del sole su una panca.

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Dopo aver riposato abbiamo ripreso la marcia per il ritorno a casa. Foto ricordo di questa impresa del nostro amico le potete vedere qui sotto.

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Al ritorno abbiamo intrapreso il sentiero dei mulini. Sono due. Crediamo ancora funzionanti per i turisti. Oggi non erano in funzione.
Arrivati alla fermata del bus, ormai euforici della camminata e per non attendere circa 40 minuti, abbiamo deciso di andare a piedi in albergo. Ultimo strappo, tipo Gran Premio di Montagna di ciclistica memoria, prima del  meritato bagno defaticante nella spa.

Domani è l’ultimo giorno di montagna chissà cosa ci organizzerà il nostro amichetto giallo.

E alla fine la neve arrivò.

Questa notte il nostro amichetto giallo non ha dormito. Aveva letto scrupolosamente siti di previsioni meteo e ci ha detto che in quota doveva arrivare la neve di agosto. Noi, ovviamente, non gli abbiamo dato tanto peso e ci siamo addormentati con la pioggia battente. Lui è rimasto in finestra.
La mattina, alle luci dell’alba, ci chiama. Era eccitatissimo. Ci svegliamo e andiamo subito in finestra e… la neve era scesa durante la notte sui monti attorno all’albergo. Spettacolo!

Abbiamo atteso la colazione, e poi subito in auto per raggiungere la stazione dei bus di Ortisei. Da lì poi in bus per Passo Gardena.
Mentre salivamo per i tornanti della strada, il paesaggio da verde diventava bianco. C’era come una linea immaginaria che delimitava il manto bianco. Ah la natura è sempre sorprendente.

Scesi dal bus, dopo un caffè al bar del passo dolomitico, ci siamo incamminati verso la chiesetta di San Maurizio costruita dagli alpini. Quanta neve attorno a noi!

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Ecco la prima foto che lo ritrae sulla panchina affianco la chiesa. Dietro di lui potete ammirare il Sassolungo. A dir la verità così pare un pandoro morsicato in più punti con una spolverata di zucchero a velo. Noi cittadini non siamo abituati a questi scenari. Ritorniamo bambini appena vediamo un manto bianco. Infatti è scattata la solita battaglia di palle di neve.

Continuiamo a salire per un po’, il sentiero ricoperto di neve risultava pericoloso da affrontare, per fare un po’ di foto panoramiche. Eccole qui.

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Si trova proprio a suo agio sul manto bianco. Noi un po’ goffi, a mo’ di pinguini, camminavamo sulla neve. Che bello vedere la Dama Bianca a fine agosto. Che regalo inaspettato.

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Giornata memorabile. Stanchezza tanta e freddo atipico per la fine di agosto.
Lui dopo la passeggiata si è rintanato nella mia tasca dei pantaloni, aveva freddo. Una volta sul bus, sulla via del ritorno, ci ha chiesto di metterlo dentro lo zaino perché voleva dormire. Tra un po’ si sveglierà e troverà la meta di domani.