Nuova avventura.

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Qualche giorno fa ci imbattiamo su un video su Facebook. Un ragazzo spiegava un’idea semplicissima, ma molto valida. Lui mette a disposizione un’orto. In affitto. Lui lo coltiva, lo cura, tu raccogli (questo lo slogan con tanto di hashtag che non guasta mai: #iocoltivoturaccogli ).

Sabato scorso siamo andati all’evento “porte aperte” per sentire in prima persona il progetto, come funziona, conoscere “il vecchio contadino” , così si fa chiamare. Oltre alla spiegazione c’era una tavola con un piccolo aperitivo, bevande e miele e formaggi. Il miele ed il formaggio buonissimi, una ricotta spettacolare. Insomma dopo questi piccoli assaggi, sentito la spiegazione del progetto, abbiamo preso una zucca, tagliata direttamente dalla pianta, un po’ di ricotta e un pezzo di formaggio. Ci siamo lasciati con l’impegno di risentirci per fargli sapere se accettavamo di partecipare a questa avventura. Dopo qualche consulto in famiglia, ci siamo decisi. Abbracciamo il progetto di questo ragazzo. Insomma proviamoci e vediamo come va. Certo l’orto invernale ha tante incognite (grandine, mal tempo, gelo), non è come quello estivo che è più colorato, ma visto che sono un’idealista mi è subito piaciuta questa idea dell’orto in affitto.

Ne potevo fare uno io? Si tempo fa lo feci. Ma ho visto che richiede molto tempo da dedicare ed io ne ho poco. Però non chiudo la porta definitivamente, anzi, studierò, ruberò con gli occhi tutti gli accorgimenti che questo “vecchio contadino”  fa nel campo.
Chissà se poi, un giorno non lontano, può diventare un lavoro vero e proprio?

Vi aggiornerò per farvi sapere come sta andando.

Vi lascio il link della pagina facebook dove potete vedere questa idea. La pagina serve anche ai partecipanti per verificare la crescita delle piante se non si ha tempo, o voglia, di passare al campo. Qui il link 

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E’ da poco iniziato settembre. Tutti sono tornati. I lavori stradali riprendono.  Chissà perché non li fanno quando la città è vuota? E’ uno dei misteri metropolitani alla stregua dei coccodrilli nelle fogne, il traffico è ripreso. Il sistema si sta caricando.

In fila in auto tutti hanno i volti pensierosi, molti hanno (re)indossato il vestito dello stress e della velocità. Le vacanze non sono riuscite a far dimenticare del tutto i ritmi cittadini.

Le persone aspettano i mezzi pubblici. Guardano tutti gli orologi, questa mania dovuta all’ansia del minuto. Tutto sta riprendendo. I negozi riaprono, le scuole lo faranno tra qualche giorno.

Personalmente devo ancora riuscire a (ri)prendere i contatti col mondo. Questa vacanza mi ha proprio fatto bene. Avevo scordato quasi tutto.
Ieri la panchina della stazione era frequentata dalla solita gente. La signora anziana con il deambulatore, suo nipote, il signore col cappello che si fa un sonnellino. Insomma pare che il tempo si sia fermato, almeno in stazione.

Buon rientro. Io lo sto facendo ma molto lentamente.