Cosa fare quando piove.

Oggi, dando una sbirciatina alle previsioni meteo che davano sole fino alle 14, eravamo indecisi su cosa fare. C’erano tre opzioni in ballo. La prima, una ferrata in cresta, la seconda una passeggiata lungo la mulattiera per andare nelle gallerie che usavano le truppe italiane e la terza le terme. Secondo voi come è andata a finire?

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Ecco, se piove andate alle terme. Non vi parlerò di questa esperienza ma di quello che abbiamo fatto la mattina presto perché, oltre alle terme, siamo andati per la mulattiera dei soldati sulle tracce della Grande Guerra.

L’amichetto giallo era emozionato. Il sentiero si snoda lungo i boschi e ruscelli e ciottoli. Pensare che questa strada cento anni fa era un via vai di soldati e muli e armi fa effetto. Se le pietre e gli alberi potessero raccontarci cosa hanno visto… La strada, dopo un po’, lascia il bosco e continua per una radura.

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Anche qui le marmotte ci controllavano da lontano emettendo il loro particolare fischio di richiamo. Prima di salire per il sentiero, lui ha voluto qualche foto.

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La salita ci porta ad un primo ricovero delle truppe. Un buco scavato nella roccia. Continuiamo a salire per arrivare alle gallerie. Una volta lì, ci siamo fermati un po’ ma non abbiamo fatto alcuna foto per rispetto a quei ragazzi che hanno vissuto quei giorni di Guerra.  Visitate i luoghi della Grande Guerra. Fateli conoscere.

Nel regno delle marmotte.

Ieri, dopo una lunga consultazione a tre, lei, il nostro amico giallo ed io, si è deciso di arrivare a passo Selle. Partiamo la mattina di buon ora sapendo della lunga salita che ci attende. Gli altri prendevano la seggiovia per accorciare il percorso, noi invece non abbiamo barato e siamo partiti a piedi. Dopo qualche curva ecco darci la “buona strada” un mulo.

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Mentre si sale lungo il sentiero ci fanno compagnia i fischi delle marmotte. Un po’ impaurito il nostro amico giallo mi chiede di rimanere nascosto nella tasca dello zaino. La salita è stata molto lunga e impegnativa, ma la fatica è stata ripagata dal paesaggio e dalle marmotte che facevano capolino dalle tane.

(Il sentiero e su in alto potete scorgere il rifugio Passo Selle)

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Siamo arrivati al passo, quota 2.528 m. Il passo era poi un avamposto austriaco durante la Prima Guerra Mondiale. Oltre al rifugio Passo Selle che domina due vallate, ci sono i resti delle trincee. Da quassù i soldati austriaci controllavano i movimenti delle truppe italiane che stavano poco sotto o sulla montagna opposta.

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Chi è più allenato, può provare l’Alta Via Bepi Zac. Lì tra ferrate e passaggi sulle creste dei monti si possono visitare le trincee e le stanze (con arredamenti originali) dei soldati austriaci. Noi, che non siamo allenati, abbiamo scelto di sostare un po’ quassù al rifugio e reintegrare i sali perduti con una ottima weissbier!

 

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Il piccoletto ha voluto anche qualche foto nella trincea. O meglio, sul sacchetto della trincea.

 

Poi ne ha voluta un’altra sulla  balaustra della terrazza del rifugio con la valle alle spalle.

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Nuvole minacciose si stavano accumulando lungo la cresta delle montagne, abbiamo deciso di scendere giù a valle per non farci sorprendere dalla pioggia. A metà strada, troviamo rifugio  presso la baita Paradiso. Qui dopo un piatto caldo e un bicchiere di grappa, riprendiamo il cammino verso casa dopo che l’acqua ha smesso di cadere.

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