Giornate montane

Le giornate passano molto velocemente quando si è in vacanza. Non si riesce a capire il perché. O forse è la teoria della relatività del tempo che ci mette lo zampino, ma tant’è che ci troviamo quasi a metà dei giorni trascorsi.
Il governo è caduto, ma quassù, alla natura, poco importa. Qui tutto va avanti tra prati e boschi e mucche e animali più o meno selvatici.
Oggi, convinti dalle previsioni meteo, abbiamo preso l’auto e siamo andati tra valli e paesi. Abbiamo fatto riposare le gambe dopo i primi due giorni. Ah già, non vi ho raccontato di ieri. Vedete, la teoria della relatività  fa perdere la cognizione del tempo. Iniziamo.

Ieri, dopo il riscaldamento muscolare di lunedì, abbiamo provato a spingere ancora un po’ di più. Siamo partiti a piedi dall’albergo in direzione “località degli zingari”. Una passeggiata tra i verdi boschi dolomitici. Il nostro amico giallo, sbirciando dalla tasca dello zaino, dove comodamente si fa trasportare, ha voluto la foto di rito lungo il sentiero.

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Il sentiero costeggia la base della montagna per poi risalire. Si inerpica tra  boschi di abeti e larici che da 1.700 m sale su fino al lago Cavia a 2.102 m (lago artificiale). Lungo il sentiero, chiamato “alta via dei pastori”, si possono assaggiare ottimi lamponi. Continuando sulla diga e costeggiando il lago siamo risaliti per il rifugio Laresei.

(Il nostro amico giallo con alle spalle il lago di Cavia)

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Dopo pranzo ci siamo messi sulla strada del ritorno percorrendo il sentiero 658 (Alta via delle Dolomiti) che dalla Forcella Pradazzo ci riporta, tra prati e rocce e licheni, discese ripide e passaggi tra le piste da sci  e cascate, al punto di partenza. Un anello di ca 15km, tanta fatica, ma ripagata da paesaggi bellissimi.

(Sempre lui, con alle spalle una piccola cascata incontrata sul sentiero)

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