Tra i mulini di Longiarù

I giorni trascorrono tra passeggiate e aria che sa di fieno. Il ronzare delle api e degli insetti sui fiori ci fa compagnia nei campi verdi che attraversiamo lungo il sentiero che ci porta ai mulini.
Siamo partiti dal paese di Longiarù e tra il sole che filtra dal cielo velato, piano piano ci facciamo strada. Le gambe ci fanno male visto quello che hanno passato i giorni scorsi, quindi complice anche le previsioni meteo che davano temporali, ma di temporali nemmeno l’ombra, abbiamo deciso un percorso facile e suggestivo.

Abbiamo attraversato fattorie e masi e fienili e animali che mangiavano fresca erba. I crocifissi disposti lungo il sentiero e all’entrata di questi agglomerati ci fa capire come la gente sia legata alla fede. E’ un atto di fede vivere tra e per la natura. Chi lo fa si avvicina di più a chi ha creato tutto questo.

I mulini, dicevamo, ci accolgono col loro rumore di acqua. L’acqua del torrente addomesticata e deviata in grandi tronchi, che fungono da acquedotto, allieva il lavoro duro dell’uomo. Un mulino sfrutta la forza dell’elemento per far muovere una teleferica, un altro per ricavare il grano. Insomma l’uomo qui si è adattato ed ha adattato la natura per trarne vantaggio sul lavoro dei campi.

Finita la salita, anzi la risalita del torrente, abbiamo svoltato per scendere a valle. Il nostro amichetto giallo non ha voluto sentire ragioni ed è rimasto tutto il tempo nel mio zaino, mi ha detto che era troppo stanco e si voleva far trasportare. Milo invece, ha ripreso le forze, e apriva la strada davanti a noi, preso dai profumi e odori che solo il suo naso riesce a sentire. Ogni tanto lascia la sua firma su un muro o su un palo o tra i fili d’erba. A pranzo abbiamo deciso di provare un agriturismo del posto. Ad un tratto, verso la fine del pranzo, sento dei movimenti dentro il mio zaino, apro la zip della tasca e lui balza fuori e si piazza sul tavolo per prendere un pezzetto di strudel e fare la foto. Poi si rimette nella tasca e cade in un sonno profondo.

E’ stata una giornata di relativo riposo per le nostre gambe e le zampette di Milo. Domani riprendiamo a salire in quota per godere dall’alto questi posti.

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