Trasformazioni

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Camminando per le strade del quartiere, si possono notare i cambiamenti in corso. Si pare una scena dei film di Nanni Moretti, però è quello che mi salta agli occhi.
Scuole private, gestite dalle suore, che diventano alberghi. Negozi che cambiano stile molto più velocemente di prima, altri che sono uguali a trenta anni fa.

Insomma il tempo scorre e con esso cambiano abitudini, gusti, mode. La crisi ci ha messo del suo e lo si può ben vedere. Ad ogni angolo, davanti ai bar, davanti ai supermercati trovi il questuante e qualcuno che gli da qualche moneta, offre colazione. Trovi anche le persone che, vedendo quelle scene, iniziano a parlare ad alta voce disapprovando il gesto, forse non si ricordano da dove vengono o forse, con l’avanzare dell’età (diventerò così anche io), diventiamo tutti un po’ più intolleranti.

Insomma, la città cambia, la società cambia. Quelli che una volta erano piccoli gesti di solidarietà sono stati fagocitati  dalla “moda” dell’egoismo.

Mi sento un pò come Leonida Montanari sul patibolo, nella versione cinematografica di Luigi Magni: “Bonanotte popolo!”

 

dreams

 

Viviamo giorni strani ultimamente.
La nostra società si sta sfaldando giorno dopo giorno, l’individualismo e il vivere “tutto subito” sta prendendo posto alla programmazione. Stanno cancellando i nostri sogni ancor prima di farli o realizzarli.

Siamo su una barca in balia delle onde, alla deriva, senza comandante e tra un po’ inizierà la tempesta. In bocca al lupo a tutti.

qua e la

Sono stanco, sarà il caldo, sarà l’afa che mi opprime. Saranno dei colleghi che ho intorno, ma per fortuna ho la mia ancora di salvezza. Dicevo che sono stanco di vedere il disgregamento culturale e sociale chi mi circonda. Siamo sul fondo del barile e, purtroppo, non ci stiamo accorgendo che stiamo raschiando quel po’ di legno che ci separa dal baratro. Ma tanto fin quando non cadremo nessuno se ne accorgerà.

Le ferie si avvicinano e se ci riuscirò proverò ad aggiornare il blog dalle vacanze. Devo staccare un po’ la spina dal lavoro e devo concentrarmi per ricaricare le batterie ormai in riserva di energia. Sono giornate dure queste, caldo, turni di lavoro ad elevate temperature, persone che sono come i fagioli e cioè che ti parlano alle spalle. Mah?!

A chi mi legge consiglio di prepararsi. Un bella riserva di libri, se si possiede un giardino di dedicare parte di quel giardino ad orto. Prepariamoci signore e signori. Qua e la troviamo i segni (non i cerchi nel grano) della tempesta all’orizzonte. Portiamoci un kway, degli scarponcini e aggrappiamoci…si parte, rotta verso l’ignoto!

giochi troppo

Si gioca troppo. Troppi giochi. Ma vi ricordate la schedina? il mitico “ho fatto 13!!!”  C’era un rituale, quasi quanto andare a messa la domenica. C’era, alle 18, novantesimo minuto! Paolo Valenti che in un circo mediatico molto improvvisato ma ben riuscito, raccontava la giornata sportiva degli stadi, dagli stadi con coloriti inviati.

Ora? Ora tra anticipi, posticipi, anticipi dei posticipi, si gioca sempre e si è perso quel “rituale” domenicale quando i padri si mettevano davanti allo schermo per vedere i gol, i primi replay e moviole, e per sapere la quota dei tredici, dodici.

Si, insomma, la schedina che fine ha fatto?

spigolature

Giorni convulsi questi. Crisi di governo, democrazia in piazza, lavoro in bilico. Sempre più spesso credo che dovrò trovare nuove strade visto come si stanno mettendo le cose. Lo stato sociale il prossimo anno morirà spazzato via da questa classe dirigente che non è in grado di gestire al meglio il bene comune.

Sempre più convinto che ci sarà un’ondata che spazzerà via tutti e tutto. Solo chi è onesto e coerente si salverà. E per la serie la coerenza è il mio punto forte, vi riporto un po’ di notizie ANSA di qualche anno fa. E ricordiamoci che la memoria ci rende liberi.

 

“L’idea che a un capo di Stato in visita nella capitale del nostra nazione (George W. Bush, ndr) non sia possibile visitare una chiesa e la sede di un’associazione sociale in un quartiere di Roma è un duro colpo per l’immagine della nostra città e dell’Italia. Roma è la capitale, la sede della Città del Vaticano, del turismo e dell’accoglienza e non può subire una simile offesa. Mi pare quindi inaccettabile che il sindaco di Roma Veltroni, che si è sempre qualificato come il garante dei valori di apertura e solidarietà della nostra città, di fronte a questa pessima figura non trovi niente di meglio che esprimere generiche preoccupazioni e fare il Ponzio Pilato. La realtà è che ancora una volta Roma, amministrata dal centrosinistra, e la nostra nazione governata da Prodi si sono dimostrate prigioniere dei ricatti politici delle violenze di piazza dell’estrema sinistra e di chi nel governo si incarica di rappresentare questi estremisti”.
(on. Gianni Alemanno, An, Ansa, 8 giugno 2007).

“Tutta la città di Roma deve un profondo ringraziamento agli oltre diecimila uomini in divisa che ieri, con il loro impegno, con il loro coraggio e con la loro pazienza, hanno impedito che gli scontri di piazza organizzati contro il presidente Bush dilagassero in tutta la città. Nessun ringraziamento va invece fatto ai promotori delle manifestazioni che dovrebbero essere consapevoli del fatto che, organizzando proteste in concomitanza con eventi critici come quello di ieri, non possono non creare l’occasione per incidenti e violenze da parte delle frazioni più estremiste. Nelle violenze c’è una responsabilità oggettiva che coinvolge tutta l’estrema sinistra, parlamentare e non, che ha fortemente voluto demonizzare la visita a Roma del presidente Bush. Mi auguro che il problema dei gruppi estremistici nella Capitale non venga archiviato in attesa passiva di nuovo scontri e di nuove violenze. C’è infatti, nella nostra città un vasto arcipelago di gruppi estremistici che predicano ogni giorno la violenza come strumento di lotta politica e che poi la praticano ogni qual volta hanno un’occasione di visibilità e di agibilità. Questo arcipelago viene mantenuto artificialmente in vita, tollerando occupazioni e illegalità diffusa che creano uno spazio antagonista fuori da ogni controllo”.
(on. Gianni Alemanno, An, Ansa, 10 giugno 2007).

“Un gruppo di giovani appartenenti a formazioni di destra hanno tentato questa mattina, poco prima dell’arrivo del presidente americano Bush a Nettuno, di sdraiarsi per terra nella piazza verso la quale il capo della Casa Bianca era diretto, per bloccare il corteo.   I ragazzi, una trentina secondo la Polizia, sono stati dispersi dalle forze dell’ordine, che ne hanno fermati alcuni e li hanno portati al commissariato di Anzio per essere interrogati, altri sono scappati. Già nei giorni scorsi volantini scritti da organizzazioni di destra erano circolati nella zona ‘Contro lo sbarco americano a Nettuno’… Sugli incidenti avvenuti a Nettuno, la federazione romana del Msi ha emesso un comunicato per stigmatizzare il comportamento di Polizia e Carabinieri. I giovani del Fronte della Gioventù – afferma la nota – erano guidati dal segretario nazionale Gianni Alemanno. Quando i manifestanti si sono gettati a terra – conclude il comunicato – hanno innalzato striscioni con le scritte ‘Alleati sì, servi no’ e a favore di una piena autonomia dell’Italia all’interno della Nato… L’ufficio stampa del Msi ha diffuso una nota in cui è detto: ‘Appare inaccettabile e incomprensibile la durezza inaudita usata dalle forze di polizia contro i giovani missini, contro i quali sono stati usati metodi che appartengono solo ai regimi liberticidi e che hanno giustamente indignato i cittadini di Nettuno’…”.

(Ansa, 28 maggio 1989).

“Tredici aderenti al Fronte della Gioventù sono stati arrestati a causa degli incidenti avvenuti ieri mattina a Nettuno, poco prima del passaggio del corteo con il presidente degli Stati Uniti e la moglie, che si recava in visita al cimitero americano. Tra gli arrestati, Giovanni Alemanno, segretario nazionale del Fronte della Gioventù. Le accuse sono quelle di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata, tentativo di blocco di un corteo ufficiale… Durante gli incidenti un funzionario di polizia, un agente e un carabiniere sono rimasti feriti in modo non grave. Poco dopo l’arrivo di Bush a Nettuno, alcuni aderenti al Fronte della Gioventù hanno organizzato un sit-in con cartelli di protesta e, dopo un primo invito ad abbandonare la carreggiata da parte della polizia, al quale non hanno aderito, sono stati trascinati via di forza. Anche alcuni cittadini, che erano in attesa del passaggio di Bush, hanno rincorso i manifestanti perché ritenevano che avessero disturbato in modo provocatorio un avvenimento che a Nettuno era particolarmente sentito. Le segreterie nazionale e provinciale del Fronte della Gioventù hanno stgmatizzato il comportamento della Polizia e dei Carabinieri i quali, si legge in una nota, ‘hanno aggredito brutalmente i manifestanti, colpendoli con calci e pugni e con la bandoliera usata come frusta e hanno colpito alcuni giovani con le radio portatili in dotazione’. Per quetso motivo il Fronte della Gioventù ‘chiede l’immediata scarcerazione dei 13 giovani arrestati e l’apertura di un’inchiesta da parte della magistratura per accertare le responsabilità di chi ha dato l’ordine di aggredire e disperdere, con inusitata violenza, una manifestazione che aveva carattere pacifico e non violento'”.
(Ansa, 29 maggio 1989).

“Gianni Alemanno, il segretario nazionale del Fronte della Gioventù, e gli altri missini che erano stati arrestati a Nettuno, sono stati scarcerati. Lo ha reso noto un comunicato del Msi, precisando che Alemanno è stato interrpogato in carcere dal magistrato, che gli ha poi concesso gli arresti domiciliari. Nel comunicato si afferma che ‘la manifestazione di Nettuno voleva rappresentare un monito per chi troppo facilmente dimentica il nostro passato e offende la memoria di migliaia di caduti che si sono battuti per la dignità della Patria, mentre altri pensavano solo a guadagnarsi i favori dei vincitori'”.
(Ansa, 30 maggio 1989).