Le retrovie.

fronte

 

Tra qualche giorno sarà trascorsa una settimana di ritiro forzato in casa per voi. Per noi che siamo nelle retrovie e ci possiamo muovere, i giorni che stiamo vivendo sono surreali. Surreale è la mancanza di traffico, surreale è la mancanza di viaggiatori sulle banchine. Che poi, detto tra noi, sono ancora tante le persone che prendono i mezzi pubblici. Che ne sappiamo? Ormai abbiamo fatto l’occhio. Riconosciamo, in una frazione di secondo, chi si muove per lavoro, chi si muove per il gusto di muoversi.

Dicevo, questi giorni, surreali, stanno scorrendo. Tra di noi cresce la paura e l’ansia per questo microscopico virus. Insomma siamo tesi tutti quanti, come è normale che sia. Ogni giorno rischiamo. Ogni giorno di più. Però  mi voglio soffermare su una personale riflessione: questo virus ci ha dato una grande lezione e cioè quanto sono importanti i lavoratori dei servizi essenziali ( della logistica, delle merci, delle ferrovie, i tranvieri, dei supermercati, delle poste e banche).

Senza di loro, questo Paese, sarebbe morto. E allora ricordatevi di noi non solo in questi momenti, ma soprattutto nei giorni a venire, quando tutto sarà passato. Ricordatevi che noi ci siamo sempre, con i nostri pregi e i nostri difetti.  Supportateci sempre. Grazie.

A domani.

P.s.: ovviamente un grazie immenso a chi sta in prima linea, medici, infermieri anche loro per troppo tempo criticati. Ora più che mai facciamo squadra.

 

 

 

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