Nuovo ospite.

Milo e il bagno di sole.

Come sapete abitiamo in campagna. Tranquillità, orto casalingo, avvistamenti di uccelli più o meno rapaci, il silenzio della notte e il latrare dei cani. Insomma una vita che scorre tra le chiacchiere col vicino di quarantanni più grande di me e il giardino da preparare per l’inverno.

In una giornata di fine ottobre, mentre stavo fuori a godermi un po’ di sole e vedere i lavori da fare nei prossimi giorni in giardino, noto sulla strada provinciale lo zompettare di un piccolo cane dallo sguardo disorientato e impaurito.
Vedo che attraversa la strada avvicinandosi al cancello, chissà forse mi aveva visto anche lui. Apro l’anta e lui si infila velocemente dentro come una nave quando attracca in un porto sicuro.
Si fa avvicinare non è diffidente. Preparo subito un piatto con un po’ di acqua e un altro piatto con dei croccantini rimasti dalla legione dei gatti da guardia . Si rifocilla. Noto che ha una catena a mo di collare.

Con Alessia scattiamo qualche foto e le pubblichiamo sui social nel caso in cui sia scappato da qualche casa. Poco dopo lo porto, con qualche difficoltà nel caricarlo in auto per il piccolo viaggio, dal veterinario per controllare se ha il chip di riconoscimento. Non ha chip.
La veterinaria lo controlla e dice che sta bene e che l’ho vinto. Io faccio finta di non aver sentito. Insomma il mio animo da “gattaro” viene messo in discussione da un trovatello.

I primi giorni passano nella ricerca reciproca di stabilire un contatto. Piano piano, crocchette dopo crocchette, riusciamo a ricostruire quel clima di fiducia tra cane e uomo. Le prime sere, quando andavamo a dormire e lo lasciavamo in salone, veniva in camera da letto per controllare se ci fossimo ancora. Due carezze e tornava nel suo letto improvvisato.

Di tanto in tanto controlliamo le foto pubbblicate se qualcuno lo cerca ma nessuno si fa avanti. E’ scappato? Sarà stato abbandonato?

E’ quasi un mese che ha preso possesso dei nostri cuori e tra carezze e abbracci e uscite in giardino si è tranquillizzato molto. Si è abituato ai nostri strani orari lavorativi e ogni volta che torniamo e apriamo la porta lui è pronto con le feste alla ricerca di qualche carezza.

Gli abbiamo dato come nome Milo. Cane fortunato che ha (ri)trovato una casa dove stare e donare la sua compagnia.

Anche i “gattari” possono diventare amanti dei cani.

P.s.: era da qualche tempo che stressavo Alessia con la domanda: “Come lo vedi un cane con noi?”. Insomma la vita riserva sempre mille sorprese.

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