Vigilia di elezioni

Domani si vota per fortuna (o purtroppo).

Si è chiusa una campagna elettorale bruttissima. Tutti a scaricare merda sugli altri. Nessuno che ci ha dato, a noi elettori intendo, una visione di quello che vorrà fare.

Un “delinquente naturale” (cit.) ci propina la stessa ricetta che ha presentato dal lontano 1994. Un mio coetaneo, che credevo più innovativo e attento ai bisogni, ha dato il colpo finale da dopo il governo Monti.

Un movimento nato bene si sta adattando al sistema ma almeno per ora, pare, ha qualche anticorpo.

E poi ci sono una miriade di sigle che vanno ad intercettare quello che rimane delle ideologie del secolo scorso.

Ho serie difficoltà a mettere la croce sul simbolo. Sarà il disincanto.

Se fossi un millenials (magari) e andassi a votare domani per la prima volta forse saprei su quale logo fare la ics. Ma non lo sono (purtroppo).

Scritto questo, domani andrò a votare per rispetto a mio nonno e alle persone come lui che hanno combattuto, rischiato, per noi.

Sarà una notte travagliata da incubi elettorali, tipo la scena fantozziana delle tribune elettorali dove i leaders dei partiti seducono Paolo Villaggio per prendersi il suo voto.

Passata la notte, dopo il turno di lavoro, tessera elettorale in mano, mi avvierò nella cabina.

Domani sarà il nostro giorno, domani saremo tutti protagonisti. Domani, finalmente, diremo la nostra. Da lunedì sapremo se questo Paese vuole continuare nella dolce tranquilla illusione o se vorrà dare dei segnali ( spallate o grande astensionismo) a quei personaggi che ogni giorno ci vogliono vendere padelle e pentole quando in realtà a noi manca il gas per cucinare.

Buon voto a tutti. Buona fortuna a tutti (ne avremo bisogno).